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Lei sorrideva sempre a tutti
Ai passanti, ai vicini, alla parrucchiera, alla vecchina davanti alla chiesa, al vu cumprà davanti al supermercato, ai bambini del tavolo di fronte, ai cani, ai gatti, ai piccioni, ai gabbiani, alle tortorelle, alla luna, alle stelle
Ma quando si trovava di fronte al suo riflesso non sorrideva più
Quel sorriso si tramutava in smorfia
Guardandosi dritta negli occhi ne vedeva la profondità
Ne leggeva il vuoto di parole non dette, di parole di troppo, di parole non pesate ma terribilmente pesanti
Rivedeva flashback di momenti vissuti, di momenti sognati da sola, insieme a quella che pensava sarebbe stata la sua metà, di sogni ad occhi aperti e sogni dormienti, di momenti felici e di momenti dove sentiva di non farcela, di momenti in cui quella maledetta solitudine non era nemmeno presente non pesava così tanto era lì in disparte come un attore taciturno che aspetta il suo momento di entrare in scena, seguita dall'ansia, dall'inadeguatezza, dalle paure più insensate, dall'ipersensibilità vestita da semplice empatia.
Lentamente gli occhi diventavano mari in tempesta, lacrime cominciavano a scendere lungo le guance come cascate sulle rocce
Una fitta al petto, poi due, tre
Le mani si stringevano in pugni
E con voce flebile si diceva cose terribili, si incolpava di ogni cosa anche della sua stessa esistenza, della sua maledetta ipersensibilità, del suo essere una spugna emotiva, del non sapersi adattare a questo mondo che le stava stretto le sembrava una brutta copia di un'opera che doveva venire riscritta in bella ma lasciata in sospeso in brutta
Non sapeva neanche come definire quelle sensazioni, quei momenti di totale sconforto
Burnout, depressione, ansia sociale, contagio emotivo, attacco di panico, paura, o forse tutte queste cose insieme
Lei sorrideva a tutti tranne che a se stessa
Anche se ci provava eccome se ci provava
Aveva sentito di questa cura miracolosa della regola del sorriso al mattino appena sveglia allo specchio per ingannare la mente e farla partire con un brivido di positività
E ci aveva provato tante volte ma invano
Lei era
Lei è
Lei, beh lei sono io